08 Febbraio 2010

Facciamo che*

Ed eccomi di nuovo qui. Di nuovo sola. Di nuovo vuota. Di nuovo priva.
C'è chi dice che quando si è soli si riesca a pensare meglio.
Io non ci riesco.
Forse perchè non ho niente a cui pensare e allora il meccanismo con me non funziona. Forse.
Allora facciamo che mi invento un'esistenza cosi tanto per passare il tempo e autoconvincermi che non c'è niente di anormale nel non avere nulla da pensare.



Dopo esco con (). Si. Mi ha chiesto di uscire e a me piace molto. Alla fine non ho fatto nulla per cercarlo. E' lui che è venuto da me. Mi porterà fuori a cena e parleremo di quello che è stato. Gli piaceranno i film d'autore. Non cadrà mai nella banalità. Non conoscerà nessun artista che io gli citerò. Ma domani si adopererà al meglio per recuperare. Non sarà un dottore. Non sarà un saccente. Non mi giudicherà, Mi darà la sua semplice opinione e lo farà per il mio bene.
Mi porterà a mangiare pesce e pagherà lui.
Berremo del vino bianco. Un Greco di Tufo. Lo sceglierò io perchè cosi ho sempre fatto, mettendo in difficoltà il cameriere perchè non è abituato a versarlo prima alla signora.
Dirò che va bene fingendo di capirci qualcosa. Lui m dirà che io non ci capisco niente e io riderò. Mi farà ridere tutta la sera, senza distrarsi da me.Dai miei discorsi. Dalla mia vita.
A casa mi aspetteranno tutti, perchè stavolta non sono io che resto ad aspettare gli altri.
Mi riaccompagnerà a casa con la sua macchina. Una macchina scura. Al portachiavi avrà attaccato il simbolino d starbucks. Dopodichè io gli dirò che è presto e che non voglio tornare a casa.
Andremo a mangiare una pasta alla crema. Io alla crema, lui con la panna. Fumeremo una sigaretta fuori dalla macchina appoggiandoci al cofano.
Mi dirà che ci starebbe bene una canna, di quelle buone. E io gli dirò che nelle condizioni in cui mi trovo non sarebbe molto salutare.
Lui mi bacerà sul cofan. Saprà di panna e crema. Saprà di buono. Saprà di dolce. Mi dirà che mi aspettava da tempo. Mi dirà che era tutta la sera che voleva baciarmi e alla fine lo aveva fatto.
Mi dirà che odia il Greco di Tufo.E anche le paste con la panna.
Mi porterà a casa sua e aprirà un altro vino. Stavolta quello che piace a lui. E questo non posso saperlo. Berremo felici. Accenderà lo stereo e metterà su un disco di janis joplin. Inizierà un ballo buffo e improvvisato.
Poi mi prenderà per i fianchi facendomi girare. Mi girerà anche la testa. Cosi cadremo a terra.
Accenderà il camino. Perchè ha un camino.
Faremo l'amore li sul pavimento davanti al camino. Senza nemmeno spogliarci del tutto.
Ci sveglieremo il giorno dopo e lui mi avrà comprato il cappuccino e un vassoio di pastine con la marmellata alle more, la mia preferita.
Io ignorerò tutte le chiamate sul cellulare. Mi riporterà a casa. Lo saluterò. E sarò sicura di rivederlo.

ma*

Se non riesco a fare l'amore con me stessa, perchè dovrebbero volerlo gli altri?

 
05 Febbraio 2010

Ora*

Adesso so quello che voglio Ora.

Voglio fare l'amore ascoltando un pezzo di Cyndi Lauper.



 
03 Febbraio 2010

Quando si dice che un concetto, benchè semplice la sua spiegazione sia, non è mai uguale per tutti*

Tratto da un dialogo realmente avvenuto, in un vagone un pò malmesso, tra due amici di sesso maschile.


Soggetto 1 "Ma si alla fine ho capito cosa mi serve. Voglio una donna semplice, di quelle che sanno cucinare la cioccolata. Ma cucinare davvero bene!"
"Si anche io la vorrei semplice son d'accordo. Di quelle che si fanno pochi problemi e vivono alla giornata. Di quelle che te la danno se non alla prima, alla seconda sera, ecco!"

 
02 Febbraio 2010

titolo nuovo diario

Ultimamente ci penso spesso all'amore. Cioè penso spesso alle coppie che vedo in giro. Cerco di scrutarle, vorrei leggerle, vorrei sapere tante cose. Mi metto sempre a fare i paragoni con la mia passata storia d'amore. Vorrei sapere se anche per loro è come era per me.
Lo faccio perchè per quanto mi riguarda non ho termini di paragone in fatto di amore. Che ci posso fare. Credo di essere rimasta una delle poche a 21 anni. Quando passi la vita totalmente con una persona che poi, per qualsiasi motivo scompare, ti ritrovi a dover fare i conti con tutto ciò che nel frattempo è andato avanti. Mentre sei coinvolto a vivere il tuo amore, il restodel mondo non ti aspetta.
Cosi poi ti ritrovi come me. Un pò come quando per la prima volta andai con la mia famiglia a Mirabilandia e entrammo del cinema 3D.[in questo periodo, ce l'ho col 3D].
Vedo tutto un pò cosi, cerco di afferrare cose che credo vicine e invece vado a vuoto, mi si esalta ogni singola sensazione o la voglio esaltare, vedo colori che prima non vedevo o semplicemente di cui non mi accorgevo.
Non saprei parlare dell'amore. Qualche tempo fa un mio amico mi chiese cosa ne pensavo dell'amore. Ho messo due o tre frasi in croce ma non penso di aver espresso alcun concetto.
Anzi, molto probabilmente ne ho parlato pure male.
Mi scuso con l'amore, e con coloro che si credono innamorati n questo momento perchè non riesco a capirli e non riesco ad essere felice per loro.
Mi ritrovo spesso a invidiarli e conseguentemente ad odiarli.
Vorrei dirgli che è tutto un pò falso, che l'amore è come LSD. Ti fa vedere cose che in realtà non esistono, che vedi solo te,che crea dipendenza. Che ti fa stare bene, ma poi ti fa stare male.
E ciò è detto da una ex tossicodipendente di amore, sia ben chiaro.
Lo so che però non sarebbe giusto. Che se lo avessero fatto a me,sarei morta.
Odio l'amore. Lo odio perchè nessuno lo sa esprimere. Lo odio perchè è ciò che si crede, e non ciò che è.
Si è innamorati perchè si decide di esserlo. Si è innamorati perchè è comodo. Nonchè, è sempre una bella giustificazione.
Forse lo odio perchè mi manca.E lo odio come si odia il padre che parte per la guerra, come si odia qualcuno che ti abbandona non per scelta ma per dovere. Un odio che non è odio. Un odio che è una domanda. Perchè?
Ci penso si. A volte sorrido, ma solo per i ricordi. A volte riesco persino a piangere, ma molte altre no.
Ci fosse un modo per esprimere quello che vorrei, lo userei. Però non c'è. Mi affido ad altri.
Mi ritrovo piccola, ingenua quattordicenne che trema se le prendono la mano. Che arrosisce se pagano per lei. Che dà un bacio veloce sulla guancia perchè quello sulla bocca se lo vuole tenere per "l'occasione speiale". Si perdono queste cose con l'amore. Anche per questo lo odio.
E se ci fosse un modo per descriverlo io userei questo. E vorrei che fosse questo.
Sarebbe la più bella dichiarazione d'amore.

Non c'è contatto di mucosa con mucosa
eppur mi infetto di te, che arrivi e porti desideri e capogiri
in versi appassionati e indirizzati a me. E fanno presto a farsi vivi i miei sospiri
che alle pareti vanno a dire "ti vorrei qua". Questa è la canzone che scrivo per te:
l'ho promessa ed eccola. Riesci a scorgerti? Sì che ci sei..., prima che ti conoscessi. Per quel che mi riguarda sei un continente obliato. Per quel che ho visto in fondo mi è piaciuto. Ora ho il tuo splendido sorriso da succhiare:
sfavilla di felicità.
L'osservo su dalla tua fronte vanitosa
che ai miei baci ha chiesto la priorità.







 

 
01 Febbraio 2010

Le cazzate*

Ok. Mi sento definitivamente di merda.
A quanto pare non siete gli unici ad avere una vita turbolenta.
Anzi, magari lo fosse. Turbolenta nel senso di sensazioni contrastanti. Dovrei avere un pò di equilibrio.

Cosi finisco per chiedermi se effettivamente ho qualcosa di sbagliato. Io si, le altre no.
Si dice sempre cosi, e stavolta lo dico convinta.

B.L. continua inesorabilmente a tentare di vedermi. In qualsiasi modo. L'altro giorno mi ha chiamata 20 volte. Non sto esagerando. Io non volevo rispondere. Ha provato a chiamare anche sul cellulare dimia madre che, per fortuna, non era in casa. Il bello è che le chiamate erano di seguito. Finiva da una parte, iniziava  sul'altro cellulare. E cosi via. Cosi alla 20esima chiamata ho pensato, boh, magari gli sarà successo qualcosa, è importante, dai rispondi La'. Cosi ho risposto. "Ehi ciao ero in doccia, dimmi che è successo" "Oi! Pensavo ti avessero rubato il cellulare! (-.-)" "Ma..no..non è che ce l'ho sempre pronto all'orecchio, dimmi, successo qualcosa?
"Come stai?? era un pò che non ci sentivamo"
"Mah, benino..ma mi hai chiamata per questo?"
"Si, non ti sentivo da un pò..stasera ci sei per vederci un quarto d'ora veloce?"
"Mah..boh vediamo".
Dopo gli mando un sms perchè ancora non me ne capacitavo - Scusa, ma mi hai chiamata 20 volte solo per chiedermi come stavo???- Risposta - Eh non rispondevi :P-
Non so se siano stati quegli smile che tanto odio o semplicemente perchè non riuscivo a crederci, però gli rispondo cosi - Senti magari è meglio se non ci vediamo stasera, non mi va molto facciamo un'altra volta, scusa.- Risposta - Dai, solo un quarto d'ora, fidati, parliamo e basta, so dei tuoi problemi in questo period ma ti devi fidare - Io rispondo - No, non mi va. Tu sei stato il primo a dire che dovevo fare una cosa solo se mi andava- E poi, ma questo non gliel'ho scritto, me lo sono promessa quando ho lasciato Matteo.
Cosi si è chiusa la faccenda. Ma continua a voler vedermi per una cena veloce, ua bevuta veloce, un cinema veloce. Tutto quello stracazzo di veloce mi dà sui nervi. E più una persona dice che vuole essere lasciata sola, più il mondo sembra non capire il concetto. Nel mondo è comreso maggiormente B.L. a quanto pare. Cosi mi sono ridotta a rispondere a monosillabi.
L'hai visto Kiavatar??volevo dire avatar.
Non rido per niente e rispondo NO.
andiamo stasera o domani sul presto come l'altra volta?
NO
ti piace scherlock?
NO
Eh ma come sei difficileeeeeeee Prendiamo una bevuta allora
NO
Me lo aspettavo.
Allora non chiedere cazzo.
Troppo stronza? Fate voi. Anzi. provateci voi.

Questione del cesso. Questione V.C. Dopo la scomparsa  di cui non capivo il motivo è stato svelato l'arcano. O almeno, ho creduto a ciò che mi ha detto. Da fedele quale sono, non mi sono lasciata sfuggire questa occasione e come al mio solito e come mia natura, credo di aver chiuso un altro rapporto. Non so a che numero sono ormai. Mi faccio un pò schifo. Mi fa un pò schifo tutta la faccenda sinceramente. Ma è cosi e non ci posso fare nulla.
Ho fatto anche l'incredibile errore di dirgli che mi era mancato. Non devo dire queste cose. Poi scopro troppe cose dell'altra persona che mi mandano a puttane tutte le mie aspettative.
-Comunque mi sei mancato-
-E come mai hai sentito la mia mancanza?-
Stop. Mai più risposto. Mai più sentito. E se mi chiedete perchè. Mando a fanculo pure voi.


Questione M.V. Non ne ho mai parlato perchè mi vergogno a parlarne. Un pò per lui. Un pò per me.
Conosciuto per modo di dire al Palace la notte di Befana (perchè Befana mi piace più di Epifania). Trovato. Sentito.
Ma lui è cresciuto tramire alfabeto Morse. Cosi risponde a punti e linee e io non posso farci un discorso.
L'altro giorno so che sarà al Palace. Cosi convinco le mie amiche e andiamo.
-M.V.!-
-Oh, ti avevo vista in bagno, ma non volevo fare figura di merda-
-Oh alla fine son riuscita a beccarti-
-A che ora sei arrivata?-
-Poco fa-
-Sei riuscita ad entrare gratis?-
-Si, si. Insomma, senti...- Nn finisco la frase che mi batte su una spalla
-Te l'avevo detto ti facevo entrare gratis-
E va via. Con un sorriso a 70 denti degno della migliore pubblicità Mentadent. Bello come il sole. Stronzo come la merda quando si appiccica sotto le scarpe.
Se la tira. Se la tira a bestia. Odio la gente che se la tira. Odio soprattutto quando se la tirano con Me. Ciao M.V.


Questione A.F. Lui è il migliore amico di Ale, il ragazzo che ora esce con la Nasti. Anche questa. Lei si lascia da 3 giorni e subito trova uno seriamente infognato. E ci esce. E io, son 4 mesi abbondandanti che mi son lasciata. Diciamocela tutta. Mi va benissimo cosi, doveva essere cosi, però diavolo! Un pò d meritocrazia!
Comunque dice che questo A.F. mi ha vista e gli piaccio. Io non so nemmeno chi sia. Non ha modo di rintracciarmi e anche se volesse, ancora non l'ha fatto.
Quindi vaffanculo A.F.


Questione E.G. Già uno che si chiama E. fa un pò ridere. La storia poi è ancora più idiota. Eravamo a ballare (tra l'altro la sera chela Nasti incontra il suo bel prinzipe) e vedo sto ragazzo, carino. Cosi dico alla Nasti. "Oh, carino quello con la borsetta" e lei "Chi??" e io "E' dietro di te quindi magari non farti sgamare"
Lei ha fatto pochi discorsi. E' andata da lui e gli ha detto chiaro e tondo che mi piaceva. Come una idiota. Io non capivo u cazzo di quello che si dicevano cosi l'amico che era con lui si gira verso di me e mi fa "OH HA DETTO CHE TI PIACE IL MIO AMICO" Non potevo sopportare altro. Sono andata via.
Sapete come è finita? L'amico che mi ha parlato è quello che adesso esce con la Nasti. L'Ale di cui parlavo prima. Amico di E.G. e di A.F. Ma A.F. l'avevamo mandato a fanculo o sbaglio? si. Invece ho aggiuntoE.G. su faccialibro. Adesso parliamo tutti i giorni e ad ore. Tipo 4 ore. Robe cosi. Robe da alieni e sinceramente anche robe da idioti.
Non mi va molto, magari mi creo e creo a mia volta aspettative inesistenti. Con la tecnologia tutto è più facile. Ma non scordiamoci una cosa rilevantissima.
Lui della mia figura di merda non si era accorto. Praticamente avevano parlato solo la Nasti e Ale e lui non ci aveva fatto caso. Cosi quando gliel'ho raccontata per fargli capire chi ero, mi sono sputtanata da sola, visto che non se ne era reso conto. La solita. FiguraDiMerdaDipendente. Abbiamo discusso come dei cretini senza nemmeno conoscerci. E ha un carattere stranissimo. Quando viene in qua ci rivediamo e quindi ancora non so dire altro.
Ma tanto. Si sa come mi vanno a finire no?


Apparte questo ho un esame giovedi. E non so nulla.
Apparte questo c'è un virus.
Tutte le mie amiche si stanno lasciando e io credo di essere il serbatoio umano d questo morbo.
Ma come faccio ad allontanarmi da me stessa?

 
26 Gennaio 2010

Ancora qua*

Stanotte non ho dormito. Cioè ho dormito, ma non completamente.
Odio quando mi sveglio ad una determinata ora e poi non riesco più a riprendere sonno.
Sono i momenti in cui non riesco a smettere di pensare, semplicemente perchè non ho altro da fare.

E' stato il mio famoso giorno di dolore oggi.
Forse perchè domani è il giorno della memoria e inconsciamente ho riportato tutto di nuovo a galla.
Sono queste le volte in cui mi manca di più.
Oggi mi è mancato tutto il giorno.
Forse perchè ancora gli sto dietro a cercare appunti, domande di esami, a chiedergli come va.
Non so se sono modi per sentirlo ancora mio o perchè voglio che sia ancora mio.
Oggi mi è mancato terribilmente. Come al centro commerciale.
Stamani non riuscivo più a dormire perchè ci pensavo.
E pensavo se davvero lui potrebbe perdonarmi.
O se già mi ha dimenticata.
O se mi odia.
O se mi ama.
Stanotte avrei voluto dormire accanto a lui.
Stanotte ho un pò pianto.
Volevo che mi portasse quegli appunti (Stefano..ti immagini...) solo per poterglieli dare domani.
Non so se siano i sensi di colpa.
Non so veramente niente.
A volte mi manca
Sentire che c'è quando va male qualcosa. Stare nella stanza a studiare. Andare al cinema, pattinare. Vederlo nuotare.
In una vita 6 anni non sono poi cosi tanti. Nella mia vita sono più di un quarto di ciò che ho vissuto.
E contando che per due terzi non si conta, data la mia facoltà i intendere e di volere. Si riduce a metà.
Ecco appunto. Sono una metà. Devo ricostruire i pezzi.
Come faccio a non sentirmi sola allora?
Lo sono e basta.
Con lui non lo ero. O comunque la maggior parte delle volte.
Non so più che fa. Con chi è. Se esce con qualcuno.
E comunque. Non sono in diritto di saperlo.

 
24 Gennaio 2010

Pazzesco si*

Ora vanno di moda i film in 3D. Cazzo anche le cose più assurde vengono fatte in 3D.
Odio quando parte una moda e come dei cretini la seguono tutti. Che poi ad esempio i film di paura in 3D sono la vera cavolata.
Stai più tempo a pensare che tanto è finto di quanto ti possa gustare la paura vera. Ti senti persino gli occhialini speciali. E passi metà del tempo a risistemarteli sul naso.
Mi vien da pensare a film tipo L'Uomo Lupo. Intervista col Vampiro. Roba cosi.
Rivoglio la mia tradizionalità.

Mi nutro delle cose degli altri.
Sono una specie di sanguisuga in questo. Finchè non avrò qualcosa d mio, personale, dovrò fare cosi se voglio un pò sorridere.
Poi penso a quello che davvero mi sta succedendo. A come ogni cosa si distrugga da sola senza che nemmeno io la tocchi.
E credo che non basti più solo stare a guardare sperando che succeda anche a me prima o poi.
Io. Ho qualche problema. Forse scrivo troppo e penso troppo.
Forse dovrei uscire e cercare da qualche parte a caso il mio pensiero felice.
Porca puttana. Non so nemmeno che sto scrivendo. Il problema è che sono talmente incazzata con il mondo che nn riesco a ragionare.
Ieri non ho finito di piangere perchè è arrivata la Twin e mi vergognao a continuare.
E allora è rimasto qua.
Perchè io no?
Voglio anche io smettere di sentirmi sola per almeno una sera, senza dover pensare a me come la stronza di turno che se lo merita, di stare sola.
Cioè cazzo. Lo merito anche io.
Anche io devo parlare, sfogarmi, piangere, baciare, fare l'amore, litigare. Sono una persona e mi sembra che Dio se lo sia dimenticato.
Ed è strano detto da una che nemmeno ci crede in Dio.

"Pazzesco scoprire che sai come si muore ma non sai come si vive".

 
18 Gennaio 2010

When you leave*

Non so se sto davvero affrontando dei cambiamenti o mi sto solo illudendo di poterlo fare.
Alle 14.00 mi sono messa a leggere un libro e alle 16.30 l'ho finito.
In tutto questo tempo avrei dovuto studiare però non l'ho fatto.
Ho scelto di leggere un libro perchè avevo voglia di farlo. Perchè tanto avrei rimandato a "quando avrò più tempo" e non lo avrei fatto.
Quanto mi piace farlo. Sia leggere che scegliere me stessa. Da quando ho imparato non finisco più. Ogni volta è come un orgasmo. Solo che non ha scadenza e dura quanto lo voglio far durare.
I libri un pò li odio. Li odio come si odia un vecchio amico che ti dice quello che pensa. Che è la verità ma che non sai accettare. Ti ripeti "No, no, ti sbagli, non è vero". E in fondo in fondo lo sai che dice le cose giuste.
Ultimamente mi capita cosi. E se regalo un libro devo averlo prima letto io.
L'altro giorno era il compleanno di B.L. Siamo "usciti" ed io come regalo gli ho fatto l'ultimo libro che ho letto. Ho rotto la bella confezione che mi avevano fatto perchè volevo sottolineare quello che avevo sottolineato io nella mia, di copia.
L'ho fatto perchè se mi regalassero un libro vorrei che lo facessero con me.
Mi piace scrutare i punti di vista della gente, quello che per gli altri è il punto focale, vedere se coincide col mio. O magari ampliarlo. Notare qualcosa che da sola non avrei notato.
E' una cosa stupida lo so. Sono noiosa anche quando leggo.
Ho deciso di lavorare.
Non un lavoro fisso. Un lavoro part-time. Uno di quei lavori che ti chiamano quando gli servi. E l'idea di servire a qualcuno un pò mi piace. Non di servire qualcuno, ma a qualcuno.
Lo faccio perchè era tanto che mi frullava per la testa di farlo e alla fine ho mandato un e-mail. Tutto nel giro di 2 giorni.
Magari non va in ballo niente, magari non risponderanno mai. Ma io almeno ci ho provato.
Sto sfornando esami a non finire.
Ho notato che mi dà una soddisfazione immensa. Mi fa essere contenta di me stessa. E penso che questa sia la loro funzione principale. Ho trovato un motivo oltre a quello prettamente lavorativo per studiare.
Ho scoperto dei gruppi inesistenti per il 99 % della popolazione mondiale. Dico cosi perchè sul mulo ho solo un 1% di condivisione. Insomma, sono introvabili e per la maggior parte mi limito all'ascolto internettiano.
Però è un pò cosi per tutto. Paradossalmente la musica che ascolto riflette il cambiamento verso la gente che sto attraversando. O almeno penso di stare attraversando.
Un pò è anche grazie a Matteo. Se non ci fosse stato questo allontanamento non so se sarebbe successo tutto quello che effettivamente sta succedendo.
Non dico di essere diventata una Yes- Girl, anche perchè sarebbe veramente idiota. Anche se ammetto che per un primo periodo lo sono stata.
Si ero una Yes-Girl Idiota.
Non è cambiato molto come si potrebbe pensare, anzi. Ciò che trovavo veniva sostituito immediatamente da un altro si detto senza voglia, quindi tirando le somme, non è servito a niente. Però ero simpatica. No, non è vero.
Adesso parte tutto da me stessa e anche se ho dei momenti in cui davvero mi sembra di essere ferma mentre tutto il resto del mondo gira, sto bene. Non vorrei girare a vuoto ecco. Poi alla fine gira la testa e cado per terra.
Si. Sto alla finestra e guardo gli altri giocare a pallone. Si, lo faccio. Credo perchè debba ancora essere cosi. Non sono proprio pronta per tuffarmi, piuttosto mi sto riscaldando a bordo campo.
Prima o poi però tornerò titolare, credo. Ne ho bisogno. Ma so che accadrà.
Alla fine mi sto stupendo di me stessa ogni giorno e questo è bello.
Credo che mi venga naturale chiudere totalmente i rapporti.
Sempre.
Non parlo dei miei amici. I rapporti opposti. Cioè, col sesso opposto.
Mi viene naturale come mi viene naturale l'acidità di stomaco quando penso alle chiamate quotidiane dei fidanzati.
Adesso è cosi.
E' come quando fai indigestione di qualcosa.
Per un certo periodo di tempo ti viene il voltastomaco solo a trovartela nel piatto.
Devi riabituare l'organismo. E poi sei pronta di nuovo.
Si, deve essere cosi.
Ecco anche il motivo della chiusura dei miei rapporti. Si chiudono da soli, non lo faccio apposta. Se ne vanno e basta.
Ed io non ci sto male. O meglio. Mi chiedo come mai non sia mai soddisfatta ma non mi voglio accontentare.
Non adesso almeno.
Accontentarmi significherebbe rientrare nel vortice in cui ero caduta inizialmente e non mi va.
Buttarmi. Ma con la voglia di farlo. Non solo per dire di averlo fatto.
Mi piaccio. Un pochino almeno. Un passo per volta.

 
15 Gennaio 2010

Seduta*

Distratta a guardare i pensieri felici degli altri.
Come un bambino che guarda dalla finestra della propria classe gli altri che fuori giocano a pallone.


 
14 Gennaio 2010

*

Ciao, mi chiamo Cristian, ho 21 anni e sono innamorato.
Sono figlio unico per cui il mio amore non va diviso.
Non so bene di chi sia innamorato, ma vi assicuro che lo sono.
Non abito qua, ci studio e basta. Insomma, dovevo venirci.
La mia famiglia è tutta (tutta..) di Bologna e nonostante Bologna faccia gola a molti studenti, son venuto qua.
Io suono. Suono in un gruppo davvero figo. Ci chiamiamo gli Strain in Veins. Beh, non l'ho inventato io.
Suono la batteria ed ho imparato da solo. Si, nessuno me lo ha insegnato. Mi piace quando nessuno mi insegna le cose.
Seguo i miei ritmi, seguo i miei schemi e me ne fotto. Lo faccio in tutto.
No in tutto no. Però va per la maggiore.
Ho una ragazza. Caterina.
Stiamo insieme da quando avevamo 16 anni e poco più.
L'ho conosciuta al mare, sulla spiaggia. Era biondissima e con un fiore in testa.
L'ho notata solo perchè mi sono chiesto "Che cazzo ci fa quella con quel fiore in testa?!".
Poi ci siamo messi insieme. Dopo due anni, non subito. Diceva che voleva conoscermi.
Lei è perfetta effettivamente. Creativa, simpatica, un sacco di amici brillanti.
E' la mia ragazza.
E' lei il motivo del mio trasferimento. Deve comunque prendere il treno per venire a trovarmi, ma è un compromesso a cui possiamo sottometterci.
Poi un giorno è cambiato tutto.

Ciao, mi chiamo Mia, ho 21 anni e sono innamorata.
Mia. Mia come il formaggino al femminile.
Ho 2 sorelle. Per cui il mio amore non viene diviso per 2 come potrebbe pensare qualsiasi figlio unico, ma si eleva a potenza.
Non so bene di chi sia innamorata, ma vi assicuro che lo sono.
Io abito qua da sempre e prendo il treno da sempre.
Abito qua ma non studio qua. Insomma, dovevo andarci.
Non faccio molto apparte studiare. Non ne ho il tempo. Magari. Però adoro leggere. Lo so che sono noiosa..
Ho un ragazzo, Marco.
Stiamo insieme da quando avevamo 17 anni e poco più.
L'ho conosciuto in gita, a scuola. Assomigliava ad un cantante di cui ora non mi sovviene il nome cosi gli ho chiesto di intonare una canzone.
Era stonatissimo.
Poi ci siamo messi insieme. Dopo un mese, non subito. Diceva che voleva conoscermi.
Lui è perfetto effettivamente. Bello, intelligente, disponibile, affettuoso.
E' il mio ragazzo.
E' lui il motivo del mio trasferimento. Abitiamo insieme, ma è un compromesso a cui possiamo sottometterci.
Poi un giorno è cambiato tutto.


C'è chi ha detto che l'amore è come la morte. Non si sa quando ci colpirà. Anche se la morte un pò la puoi controllare. Per lo meno decidere il modo e il momento, se lo desideri. L'amore no. Non si può chiedere, non si può scegliere di amare. Si ama e basta.
E' questo il guaio. E' questo il problema.

 
12 Gennaio 2010

Non la invierò mai*

Ciao sono io.
Sto ascoltando Nuvole Bianche di Einaudi, a dieci minuti alla mezzanotte. Domani ho un esame.
Ricordi che me l'hai fatta scoprire te? eravamo seduti davanti al computer e mi hai detto "Chiudi gli occhi e ascolta".
Da allora stava sempre in ogni nostro cd. Che poi facevi solo te, ma che dicevi che era nostro.
Stavo pensando a ieri. A quello che ti ho detto a quello che mi hai detto a quello che hai scritto per la prima volta.
Non credo di aver fatto tante cose brutte o sbagliate nella mia vita. Non credo di aver avuto comportamenti egoistici o menefreghisti. Credo di averti dato tutto quello che ero in grado di dare. Di essermi svuotata con te. Di essermi spremuta anche quando era già finita. Per vedere se usciva ancora qualcosa dalla mia carne.
Mi hai detto che ti ho insegnato a vivere e che ti ho dato 6 anni di vita. Che ti ho formato, creato, indirizzato. E che per questo mi sarai sempre grato.
Per questo non riesci ad odiarmi. Nemmeno dopo che te l'ho detto. Nemmeno dopo quello che ho fatto. E allora io mi chiedo.
C'è niente di più egoista di questo?
Cosa ho dato e cosa ho tolto. Non ho dato per sentirmi dire questa cosa. Non deve essere una conseguenza. Sarebbe dovuto esserci comunque. Questo è egoismo. Per ciò che ho fatto in 6 anni tu adesso non mi odi anche se dovresti farlo.
E' difficile fare la parte del carnefice.
in realtà al carnefice arrivano le coltellate peggiori. Quelle che sanguinano in silenzio e con calma, con lentezza. Il dolore non è lacerante ma è continuo. E poi ti accorgi che la lama che ti fa male è la tua stessa, quella che porti in mano.
Lo sai che ti ho amato. E forse ti amerò sempre. Per come mi sono sentita, per come mi hai fatto sentire. Per quella sensazione di pienezza che avevo continuamente. Per l'emozione anche solo a prendere un treno.
Probabilmente non smetterò mai di amarCI. Neanche quando avrò la mia vita e tu avrai la tua. Neanche quando non ci sentiremo più. Non cercherò di immaginare come te la passi o che faccia potresti avere per capire se ti riconoscerei ancora quando passi per strada. penserei ai nostri 16 anni. Penserei alla nostra adolescenza e a tutto quello che abbiamo fatto. Non è sbagliato vivere di ricordi. Credo che aiuti ad andare avanti.
Ancora, come allora, non riesco a vederti piangere. E' come se tu spingessi il bottone della mia cascata di acqua e sale. Non ci riesco. Vederti star male ancora oggi mi dà il voltastomaco e ho voglia di vomitare.
Ti ho chiesto se hai cambiato profumo. Anche questo è egoismo. Perchè quello che usavi te lo avevo regalato io.
Mi hai risposto di no.
Mi hai detto che sono la migliore persona che tu abbia mai incontrato nella tua vita. Ma io sono la migliore per la mia?
Tu non mi odi, hai detto. Io lo faccio per entrambi.
Avevo voglia di appogiarmi a te quando stavo male.
Volevo avere il tuo odore addosso tutto il giorno.
Volevo sentire il rumore del tuo spazzolino nel mio bagno quando ti lavavi i denti.
E il suono della televisione quando io ero a studiare e tu mi facevi compagnia.
Vorrei ancora accompagnarti a comprare i vestiti perchè non ti sai mai decidere.
Anche stavolta, ho deciso io.
Volevo portare fuori il cane insieme a te per il semplice fatto che mi faceva sentire come una famiglia. E questo non te l'ho mai detto.
Volevo fare colazione con i cornetti caldi al bar perchè ci vedessero insieme. Non è egoismo?
Volevo farmi la doccia e asciugarmi i capelli mentre tu mi guardavi.
E sperare che fosse qualcosa che riguardasse te lo schermo acceso del cellulare.
Le tue foto sul comodino. Pensa. Ancora oggi uso la nostra foto come portafortuna agli esami. Anche domani sarà con me.
E tu mi mandi i messaggi di in bocca al lupo.
Hai i miei quaderni, i miei libri, i miei appunti. Non è egoismo questo? lasciarti tutte queste cose solo per il fatto che sono mie.
Io ho ancora i fogli del libro di esercitazioni per il test di ingresso alla facoltà. Quello tuo. Dell'estate passata ad aiutarti. Sono di matematica. Ci sono anche delle operazioni fatte da te. In una è sbagliato il conto ma tu accanto hai scritto Ok. Non era il nostro forte la matematica. Sicuramente avrai scritto OK perchè io ti ho detto che andava bene. E tu quello che io dicevo lo ascoltavi incondizionatamente.
Ripenso alle volte che mi hai detto che ero diversa. Che non ero come prima. Che pensavi di darmi fastidio. In cui ti ho fatto stare male.
Sei l'unica persona di cui avrei bisogno in questo momento e se l'unica persona che effettivamente non ho.
E' la terza volta che rimetto Nuvole Bianche. La ascolterò per 6 volte. Una per anno. Una per ogni anno che ti ho amato. Una per ogni Natale passato.
Ho perso la rotta e tu eri la bussola. Non è egoismo questo?
A volte penso che non sono pronta per un mondo senza te. Che le mie spalle sono troppo deboli. E fingo tantissimo. Lo sai? fingo con tutti. In realtà sono quella che arranca di più. Sto sempre in fondo alla fila. E circa due metri dietro tutti. Sicuramente te per non farmi sentire inappropriata saresti stato apposta sietro di me. Come hai sempre fatto.
In realtà anche li fingevi. Perchè è vero. Io non sono la persona migliore della mia vita. Sei tu.
Ti avrei detto ti amo la prima volta che ti ho visto. Eri davanti al fuoco e ti riscaldavi. Io sono entrata in quella stanza ed ho visto solo te. Ti avrei detto ti amo. Lo sapevo. Lo sentivo. Eri li a scaldarti e sarei voluta venire accanto a te, prenderti le mani e passarti il mio calore. Scoppiavo d'amore quella volta. Invece ti amo te l'ho detto dopo una serata di pioggia, bagnati mezzi da capo a piedi, sul divano. E nemmeno ci credevo che mi amavi. Nemmeno ci credevo che tu mi amavi. Ci siamo detti ti amo senza nemmeno aver fatto l'amore. Ci amavamo e basta.
E ti ho aspettato, tante di quelle volte. E ho pregato, tante di quelle volte. E ti sono stata vicina, tante di quelle volte. Che non le conto nemmeno. E quante volte ho fatto cose per te senza nemmeno pensarci, solo perchè non sapevo effettivamente come comportarmi. Ti ho portato una rosa in ospedale quando sono venuta a trovarti la prima volta. I tuoi compagni di stanza hanno riso.
Tu mi hai sorriso e l'hai messa sopra al comodino in bella vista e hai chiesto a tua madre di portarti un vaso per il giorno dopo. Poi mi hai baciata. Io che stavo quasi per scoppiare a piangere pensando di averti fatto fare una figuraccia.
Ti ho detto che eri perfetto per me. Ed è vero. E forse non ne troverò altri.
Mi hai detto che ero perfetta. E questo non è vero.
Alla fine dei conti si è visto chi era perfetto e chi no.
Io ti chiedo scusa tutte le notti con la vana speranza che serva a qualcosa. Lo so che sono stupida e che non serve a niente ma io ci provo, come faccio con tutto.
Ci provo a rimediare, soprattutto per me stessa. Ci provo ma non riesco a smettere di farlo. Non riesco a smettere di chiederti scusa. O a darti la buonanotte. E poi mi chiedo se allora si paga davvero, per quello che si fa. E la risposta è si. Si paga. Lo sto facendo tutti i giorni. Guardandoti negli occhi e vedendo quello che ti ho fatto. Guardandoti negli occhi e vedendo una speranza viva, laggiù in fondo, per un qualcosa che io non ti posso dare. La pago guardando anche me negli occhi. Vedendo qualcuno che prima non c'era. Vedendo qualcuno che ha problemi con tutti, sopratutto con sè stessa. Vorrei tornare a riconoscermi, sai. Vorrei vedere occhi felici.
Questo lo scrivo qua perchè mi hai detto che con te potevo sfogarmi su tutto. Non te l'ho detto faccia a faccia perchè so che piangeresti. Te l'ho detto. Non posso vederti star male.
Ci sarò. Questo posso dirlo. Ci sarò. Te lo devo. Per questi 6 anni. Perchè ancora non riesci a odiarmi ed io ci riesco cosi bene. Perchè chiedi spiegazioni. Perchè hai detto che sono onesta. per prenderti le mani e scaldarle. Per la pioggia sul divano. Per il primo bacio poco romantico. Per quello che mi hai regalato in esperienze, emozioni, fantasie. Perchè ci volevamo sposare un giorno si e un giorno no. Perchè mi hai insegnato a cucinare. Perchè eri bello in accappatoio.
Ciao Matte.

 
08 Gennaio 2010

V.C.*

E strizzare gli occhi sperando che quando gli riapri sia comunque tutto vero.
La bomba atomica nello stomaco. La slitta di Babbo Natale. La calza della Befana col carbone dolce di cui vai pazza. La strimpellata della bassista dei Talking Heads.
La minestra quando fa freddo. Il pesce la domenica a pranzo. Eva col  fiocco al collo.
La salsa piccantissima del musulmano che ci fa i panini. L'8 a matematica della Didi. Le punte della Vio.
Le cascate del Niagara. San Francesco. I Passerotti nel mio giardino. I fichi quando cadono dall'albero e si spaccano a terra facendoci vedere che non è l'abito che fa il monaco.
Il monaco che fa l'abito. La rondinea primavera. Che se son due sono un tatuaggio.
La frase che ancora non sono riuscita a leggere e che ogni volta mi dimentico di chiedergli.
Il Tevere in piena. Firenze e la neve.
I silenzi imbarazzanti pieni di rumore nella testa. Il suono ovattato dei miei pensieri.
La storia migliore che abbia mai scritto Che ancora non esiste.
La canzone migliore che abbia mai sentito.
Nuvole Bianche di Einaudi prima di andare a letto e chiudendo gli occhi.
La voce di mia madre quando urla che è pronto a tavola. Gli occhi di mia nonna che non parlano ma strabordano di sentimenti che in pieno non potrò mai capire.
Lolita sopra al comodino. Lolita alla televisione. Un film di Kubrick e un libro di Fabio Volo.

E sarò una stupida bambina. Sarò una cretina. Ma quando hai poco a cui aggrapparti, ti aggrappi a ciò che ti sembra più simile a uno spiraglio di felicità.
Tutto questo quando ho guardato lo schermo di un cellulare un pò rotto con dietro attaccato il volto di un uomo pseudo ubriaco con un basco a quadretti. Alias. Mio padre.
V.C. E forza su.

 
06 Gennaio 2010

Lo vuoi un palloncino?*

Sai qual'è il problema?
E' che la gente non si ferma ad ascoltare. Perchè sentono e nessuno ascolta.
Se ascoltassero l'intonazione e il suono capirebbero meglio. Capirebbero.
Non so. Si paga davvero per quello che si fa?
Alla fine che vogliono dire le parole. Complicano tutto. Tanto non sapranno mai spiegare quello che vorresti dire o urlare.
Basta. Il suono. Ma questo poche persone lo sanno.
E se manca anche quello?
Mi manca si. Che ci posso fare. E' svanire la parte della storia che non capirò mai.
Perchè succede cosi no?
Non puoi scrivere il finale perchè quello viene da sè. Poi si sa. Le difficoltà sono sempre quando si deve cominciare una storia. Letterale intendo. (forse no).
Il problema è che la gente non si ferma ad ascoltare.
Perchè se lo facesse.
Non ci sarebbe bisogno di sentirlo l'urlo che in questo momento sto facendo.

 
05 Gennaio 2010

Hoppipolla*

[ Curo. Le. Foglie. Saranno. Forti. Se. Riesco. Ad. Ignorare. Che. Gli. Alberi. Son. Morti.]


 
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