17 Novembre 2009

choose me*

Tra tutto quello che potrei fare, dire, escogitare.
Non farò niente.
Perchè in realtà c'è poco da fare.
Però dai.




Scegli Me.


Perchè sarebbe una figata.

 
13 Novembre 2009

A un passo dal*

Si. Credo che se qualcuno mi conosce in questo momento della mia vita, gli resterei estremamente antipatica.
La reazione che ho avuto a tutto quello che sta succedendo non so se è normale o anormale.
O da malati mentali.
Ma ho dentro l'Apatia_ più assoluta.
Adoro questa condizione.
Mi fa vedere tutto dall'esterno e dall'esterno è tutto più normale.Calmo.Tiepido.
E' tutto più razionale.
Me ne sto fregando di tutto e di tutti e questo. Mi piace. MI fa impazzire.
Me ne sto fregando anche di me stessa. Ma questo è un problema secondario.

Gaia: Vabbè..non ho parole..che cazzo di comportamento è secondo te??Eh??
Lau:..
Gaia: Lau parlami, ho bisogno che mi dici che pensi.
Lau: Boh. Credo che sia un cazzo di comportamento. Cioè.Boh. Si è comportato di merda..Vedrai domani si fa risentire..
Scoppio a ridere.
Gaia: Grazie!!Questa risata mi spiega tutto!! Sei proprio una bastarda!
Menomale non se lè presa e mi tira un buffetto sulla testa.
Lau: E te Fede? Te sei fidanzato?
Fede: Io? Si..
Lau: Uau (senza enfasi). E da quanto?
Fede: Da Febbraio tipo..però boh..
Lau: Però boh cosa.
Fede: Però..diciamo che non me la sposerò ecco.
Lau: Ah è una cosa cosi tanto per trombartela allora no?
Fede: Come scusa?
Lau: Si insomma. Te ne frega poco.
Fede: Eh si. Diciamo cosi. Ma poi ora è un casino, lei studia a Roma, non ci vediamo quasi mai..
Lau: Bene. Allora lasciala.Domani.
Fede: Ci sto pensando..
More: Lau ma che dici!!! Fede lasciala solo se hai già un'alternativa.
Lau: No. Non serve l 'alternativa. Le alternative sono quelle che poi te lo buttano in culo maggiormente. Lasciala e basta cazzo. Poi lo vedi, stai come me.
Fede: A me sembra che tu sia diventata un pò stronza
Lau: No solo apatica_Guarda che si sta bene. Te ne freghi del mondo. Vienia ballare? va bene. Vai a mangiare? Va bene. Mi accompagni? va bene. Senza un cazzo di problema.
Poi dopo te le trovi le alternative, tranquillo.
More: NOn lo so. Non mi torna.

Non torna nemmeno a me sinceramente, ma che ci posso fare. Qualcosa gli dovevo dire. E non so che cosa abbia pensato. Ma sicuro lo faccio ridere. Almeno quello.
In realtà non so se essere felice o nodi questa situazione. Non lo so perch sono apatica_ appunto.Che ne so ora che mi frulla nel cervello.
Per quanto mi riguarda adesso il cuore mi serve solo se batte.
Se batte e basta. Non per qualcuno, qualcosa.
Non odio e non amo nessuno.
Lo dico in senso consapevole.
Intanto domenica mi fotto la vita visto che dovrei uscire col figlio del mio professore.

C'è la neve nei miei ricordi.
C'è sempre la neve.
E mi diventa bianco il cervello
se non la smetto di ricordare.
Tanto qui sotto.
Nulla è peccato.



E se davvero è cosi.
Non posso andare all'inferno.

 
06 Novembre 2009

Dialogo a dir poco Malsano* Leggere attentamente il foglietto illustrativo*

Ieri.

Mattia : Senti io provo un odio profondo verso il genere femminile.
Laura: A chi lo dici...Siete tutti degli stronzi
Mattia: siete tutte troie.

Sguardo da idioti

Laura: Quindi?
Mattia: Niente.
Laura: Eh?
Mattia: Ma hai notato come siamo intrecciati??cioè tutte coincidenze..quello fratello di quello ci fa da professore e io esco con quella amica dell'altra che viene all'università con noi e te conosci quello blablabla.
Laura: Cazzo sembra ce li scelgano apposta!
Mattia: Secondo me siamo i protagonisti di un programma televisivo tipo Truman Show.
Laura: Cazzo! Hai ragione!!! Stop! Vi abbiamo sgamati! Spegnete tutto.
Mattia: Beccati sai.
Laura: Tana!
Mattia: Ma magari..stai recitando anche te!
Laura: O magari te!
Mattia: E fu cosi che li fecero impazzire...
Laura: Dobbiamo fottere il sistema.
Mattia: No ci stanno fottendo loro. Ci stanno trasformando in armi di distruzione di massa. Ovviamente sessuale.
Laura: Ovviamente!
Mattia: Basta. Ho chiuso con le donne.
Laura: Basta. Ho chiuso con gli uomini.

Oggi.Lezione di dermatologia.
Prof:...Vediamo che il bambino è anche atopico per cui...
Mattia: Oh Lau! Anche io sono diventato a-Topico.
Laura: Si! E io allora? a - Favica.
Lorenzo: Io credo che stiate impazzendo.

 
05 Novembre 2009

Prendete e Leggetene Tutti* Voglio Sputtanarci*

Se dovessi scrivere un libro che potrebbe interressare, far ridere, far piangere, coinvolgere e soprattutto schifare. Molto probabilmente scriverei questo. E sempre molto probabilmente mi ucciderebbero prima di pubblicarlo.
Mi ci metto anche io dentro a tutto questo, perchè è giusto, perchè è vero, quindi mi ci metto. Mi sputtano da soli. Ma per il resto, sputtano anche tutti.

Appena sono arrivata alla facoltà di odontoiatria la prima cosa che mi dissero fu "Stacci il meno possibile qua al Ponte di Mezzo. E' un luogo di perdizione e perversione".
Ho fatto esattamente tutto il contrario ed è per questo, che sono nella merda tanto quanto lo sono gli altri.
Partiamo subito col far capire i personaggi e gli intrecci che si son venuti a crere.
Persone che sono andate a letto con altre persone della classe:

Filippo - Letizia
Fabio - Virginia
Fabio - Letizia
Stefano - Letizia
Francesco - Morena
Stefano - Laura

Tralascio quelli al di fuori della mia classe.

Filippo vuole trombare di nuovo con Letizia. Che ha il ragazzo. Al quale ha fatto le corna con Stefano.
Filippo e Letizia sono stati insieme per 3 mesi.
A Filippo piace Maria Giulia, che non se lo fila per niente.
A Morena piace ancora Francesco, ma lui dopo 5 anni si è lasciato e adesso vuole solo scopare a destra e a sinistra. E lo fa.
A Letizia piace ancora Stefano nonostante stia tutt'ora col suo ragazzo.
Oggi Laura e Stefano hanno chiuso.
Laura si è lasciata dopo 6 anni col suo ragazzo e adesso vuole conoscere il figlio del professore, chiamato Gj. Ha anche rivisto il cubista del tenax e vuole conoscere pure lui adesso.
Lorenzo ha la ragazza da due anni, ma lo comanda a bacchetta, è milanese e spero che si lascino.
A Mattia piace la Gaia.
La Gaia ha il ragazzo.
La Gaia è andata con un nostro futuro professore, che ci farà le esercitazioni di pedodonzia.
Mattia adesso odia il genere femminile.
E' arrivato un nuovo ragazzo in classe Federico (il nuovo personaggio). milanese.
Letizia ci ha gia provato con Federico.
Federico piace a Morena.
L'ex ragazza di Federico ci ha provato con Mattia in un viaggio a Londra. Prima non si erano mai incontrati.
La sorella di Lorenzo conosce Federico perchè va al mare con lui.
La ragazza di Lorenzo conosce Federico.
Lorenzo no.
L'attuale ragazzo dell'ex ragazza di Mattia ci insegnerà Parodontologia il prossimo anno.
Il prossimo semestre il fratello della ragazza che ha mollato Mattia poco fa ci insegnerà il prossimo semestre chirurgia.

Spero e penso di non essermi persa niente, di aver cercato nel miglior modo possibile di aver fatto capire cosa succede nella mia università.
Al di fuori sembriamo la perfezione della società, l'elite.
C'è un cazzo di mondo segreto di cui tutti sono a conoscenza e soprattutto di cui tutti fanno parte.

Non credo più nell'amore. Per quanto mi riguarda l'amore non esiste. E' morto un mese fa.
Non credo che mi innamorerò più.
Sono arrivata alla conclusione che gli uomini sono e rimangono dei pezzi di merda.
Non tutti. Solo quelli che incontro io.
L'unico che non lo era l'ho lasciato un mese fa.

Un film mi ha suggerito una cosa, vera, che prima non capivo.
Noi crediamo che quando tocca a noi tutto sia bello e pulito. Che se un ragazzo è sempre stato un pezzo di merda, noi lo faremo cambiare, con noi nn lo sarà mai.
E' una cazzata. Troviamo mille giustificazioni sempre. Se non ti richiama è perchè ha perso il tuo numero. O non ha soldi. O è fuori città. O è stato investito da un tram.
Se non ti richiama. E' perchè no ti vuole richiamare e basta.
Se un ragazzo ti tratta male, non è perchè lo fai impazzire, ha paura di te, non ha mai avuto relazioni serie.
Ma è perchè non gliene fotte un cazzo di te.
E c'è l'amica, di quella tua amica, di tua cugina che ha incontrato uno che non l'ha chiamata, dopo un anno l'ha richiamata e adesso sono felici e contenti.
Quella è l'eccezione e noi siamo la regola e la regola è. Che se non gliene fotte un cazzo di te, non gliene fotte un cazzo di te davvero.
Punto e Fine.

L'unico uomo della mia vita mi è venuto a prendere alla stazione, mi ha guardata e mi ha detto "Lau mi mancavi".
Potessi, sposerei te, babbo.

 
03 Novembre 2009

It's too late to apologize*

Il fumo creava strani disegni di fronte al vetro della finestra. Si attorcigliava e si distendeva. Non aveva una forma precisa, come solo la forma del fumo potrebbe essere. La sua attenzione era completamente rapita da quella nuvola che da solo si era creato, che lo distolse soltanto la voce di lei.
"Senti mi spieghi che c'è?"
Lei era sul letto, nuda e bella come sempre. Mora, simpatica, abbordata in un bar del centro durante un aperitivo di lavoro.
"Come?"
"Che c'è..sono 45 minuti che te stai davanti a quella finestra a guardare come un autistico il fumo della terza sigaretta di fila che ti stai fumando"
"Ah..si. Vuoi che facciamo sesso?"
Quella domanda la colse effettivamente alla sprovvista. Negli ultimi mesi avevano fatto sesso praticamente due giorni si e uno no, ma non era mai successo che lui glielo chiedesse cosi esplicitamente. Non era da lui. Non era lui.
"Ma..se me lo chiedi cosi.."
E accarezzò le lenzuola bianche, cambiate la sera prima, come per distendere le pieghe che si erano create dall'assenza del suo corpo. E dalla posizione seduta in cui si trovava si distese.
Lui la guardò.
Distesa era ancora più bella. La pancia perfettamente piatta formava una leggera conca al di sotto del costato, che si intravedeva. i capelli mori, le stavano spettinati sul cuscino a formare una sorta di aureola, anche se le aureole a lei, non stavano poi cosi bene.
La pioggia fuori dalla finestra e la luce del lampione della strada formavano un perfetto gioco di luci ed ombre sul suo corpo, tante piccole goccioline sembravano attraversarla da capo a piedi senza effettivamente toccarla.
Era bella. Era perfetta. E non era quello che voleva.
"Allora?" Gli chiese adesso un pò più scocciata.
"No basta. Voglio stare qua e fumarmi questa cazzo di sigaretta in pace"
Lei si rimise seduta e si coprì con le lenzuola.
"Certo che sei strano eh..è da un pò che sei strano. Non capisco proprio che ti stia succedendo..eppure mi sembra che vada tutto bene tra noi. Le nostri nottate passano alla grande, ti ho fatto conoscere i miei genitori..e approposito!Hai presente quella cena con i tuoi che avevamo in programma? ecco beh io pensavo che potremmo.."
"Cazzo, stai zitta un secondo!!"
Nel suo farneticare senza senso non si era accorta che lui si era allontanato dalla finestra, che aveva iniziato a tamburellare con le dita sulla scrivania di ebano nero, che aveva spento la sigaretta sulla moquette. E che ovviamente le si era avvicinato. Si spaventò. E lui lo vide, vide la paura che per un momento, una frazione di secondo le balenò negli occhi.
"Ma che.."Non sapeva molto che dire.
Lui si invece. Era un pò che lo sapeva.
L'aveva abbordata in un bar del centro, si. Ma era fidanzato. Dio, se era già fidanzato.
Lei era la donna che lo accompagnava ogni singolo giorno da ben 4 anni.
Era l'esatto contrario.
Bionda. Una pelle chiara che anche a sfiorarla si aveva paura di intaccarla. Aveva la pancetta, ed era una pancetta molto carina. Anche lei quando si distendeva diventava perfetta. La pancia le si appiattiva completamente, la conca era minore, ma pur sempre bella. I capelli non formavano un'aureola, ma erano spettinati ed informi e tutti annodati. Perchè lui glieli toccava sempre. Era la Sua perfezione. Da 4 anni.
Però si sa, come vanno a volte le cose. Uno, due, tre drink. Un numero di telefono. Un'e-mail.
All'inizio era facile nascondere le chiamate, i messaggi, tutti i segnali subliminali che si potevano cogliere al volo.
Poi la cosa si era fatta più complicata. Tempo un mese e ci era già andato a letto. La cosa lo prese alla sprovvista, ne fu letteralmente entusiasmato.
Come sempre.
Alla fine lei lo venne a sapere. O lo scoprì. O chi se ne frega.
Si lasciarono. Dopo 4 anni si lasciarono. Dopo i ti amo sussurrati e urlati, dopo le canzoni al karaoke il venerdi sera, dopo i fiori la domenica mattina, e i cappuccini ogni marted' alle 10, quando avevano entrambi la pausa. Dopo i viaggi, il mare, la sabbia che si abbinava perfettamente ai suoi capelli, dopo il cinema quando non sapevano che fare e le partite a biliardo per scommettere chi pagava la stanza d'albergo. Si lasciarono.
Per lui era tutto nuovo. La nuova ragazza, la nuova casa, la nuova camera da letto, i nuovi cd, i nuovi cinema, la nuova macchina per il caffè, persino un nuovo cane. E tutto era fantasmagoricamente assurdo. Bello, surreale. Un nuovo, per l'appunto, mondo.
Si diceva che se aveva provato attrazione per un'altra donna doveva prenderlo come segnale, che era finita, che non andava più, che si era tutto affievolito.
Davanti a quella finestra però si chiese effettivamente cosa è che non andava.
A lui piaceva quando lei si arrabbiava, le venivano gli occhi lucidi e le si schiarivano gli occhi. Gesticolava in modo assurdo e stravagante.
Piacevano i suoi vestiti puntualmente fuori moda. Quando una moda finiva, per lei iniziava.
Piaceva lei, e i suoi capelli arruffati.
Il biliardo, i cappuccini, le serate tra amici, le serata a non far niente e a guardare il soffitto.
Cosa aveva fatto? Cosa aveva perso?
Guardò ancora una volta la ragazza spaventata sul letto, nuda.
Provò un senso di tenerezza e di odio contemporaneo.
"Trova una persona che ti ami davvero. E rivestiti che fa freddo."
Prese la porta e se ne andò.
Pioveva. Pioveva forte.
Corse dentro ad un fioraio e comprò 10 rose rosse.
Prese la macchina e filò verso quella casa. Quella vecchia. Dalla vecchia ragazza. Con la vecchia camera da letto, con i vecchi cd, i vecchi cinema, la vecchia macchina per il caffè.
Pioveva. Pioveva forte.
"Se ce la faccio arrivo in tempo per la cena" pensava.
"E cucino tutto io amore, giuro. Lavo anche i piatti"
Pioveva. Pioveva forte.
"E faccio l'arrosto, che ti piace tanto, anche se brucerò le patate perchè quelle.."
Pioveva. Pioveva forte.
"quelle le sai fare bene te"
Pioveva. Pioveva forte.
La luce della cucina era accesa e si vedeva la televisione che mandava in onda la soap opera che lei si guardava regolarmente e che lui odiava da sempre.
E pioveva. Pioveva forte.
Non guardò bene fuori dallo sportello prima di aprire.

Quando corse fuori da casa capì subito quello che era successo.
C'erano rimaste le rose sull'asfalto, anche se i petali erano già completamente bagnati dalla pioggia.
Perchè pioveva forte.
Ed anche il bigliettino era inzuppato. Però si leggeva comunque.
"Non esiste un tempo e un momento per perdonare".


Fatti o riferimenti a persone sono puramente casuali. 

 
31 Ottobre 2009

Ciao Stefano.*

Penso che un blog, si, serva a farsi conoscere, a scrivere stronzate, bugie, verità. A farsi vedere.
Però penso che siccome ne ho la possibilità, il mio blog servirà anche ad altro. Soprattutto a me stessa.
E a chiunque abbia voglia di leggere.
Partiamo col dire che sarò breve. E che mi ritengo responsabile di tutto ciò che scriverò.

Prima cosa penso che se un Dio c'è, non permetterebbe ad un ragazzo di compiere 31 anni il 1 Ottobre e lasciarlo morire esattamente 21 giorni dopo.
Ieri a guardare il giornale ho avuto un sussulto.
Quando vedo quelle immagini cerco di non guardarle profondamente, solo per non essere coinvolta. Però le guardo criticamente.
E quando appuntoieri, mio padre mi ha aperto il giornale dicendomi "Guarda", non ne ho potuto fare a meno. Ho pianto.
Penso che sia giusto divulgare le foto di Stefano Cucchi, massacrato di botte.
Un ragazzo arrestato per 20 grammi di coca,
Un ragazzo che pesava 47 Kg. E che quando è morto ne pesava 34.Si dice che quando si muore si perdono 21 grammi del proprio peso corporeo.
21 grammi.
Non 13 Kg.
Il Nostro Ministro della Giustizia ha già parlato e dice che tutto è un brutto incidente, una caduta per le scale.
Per questo hanno fatto bene a far vedere. A farCI vedere.
Non so come si sentano dentro queste persone e non vorrei saperlo mai. Chi li difende, chi li ha cresiuti, chi li ama.
Quello che so però è che ho visto delle foto inimmaginabili.
E penso alle mie cuginette. Si, ci penso.
Ci diciamo che non potrà mai succedere nulla, che nessuno di quelli a cui vogliamo bene verrà mai stuprato, ucciso, torturato.
Non arriveranno mai i ladri in casa mia.
E non ci sarà da piangere,urlare, disperarsi.
Non ci sarà da lottare contro qualcuno e qualcosa molto più grandi di te.
Ci diciamo sempre che tanto a noi non succederà mai nessuna di queste cose.
Credo che anche i genitori di Stefano Cucchi pensassero una cosa del genere.
Prima che glielo uccidessero.
Credo che nessuno si meriti ciò che ha subito Stefano Cucchi.
Credo che nel bene o nel male, la giustizia debba essere vera giustizia, che non ci si può permettere di decidere per la vita degli altri.
Nemmeno se indossi una divisa.
Inoltre credo che tutti debbano avere la possibilità di abbracciare chi ci vuole bene, chi ci ama,se ne abbiamo la possibilità.
E lui questa possibilità l'aveva, ma gliel'hanno negata.
Per quest oci ritroviamo a parlare di un ragazzo che è morto, ucciso di botte, per niente, da chi dovrebbe difenderci,  soprattutto.
In un letto d'ospedale, da solo. Senza nessun conforto. E senza nessuno che gli diceva che andrà tutto bene.

Ciao Stefano.

Sunto*

Ho combinato l'incontro del secolo. Son contenta e spero che si divertino.

Ho giocato a Birra Pong. Sono una schiappa, cosi toccava sempre a me bere. Anche perchè il mio compagno di squadra doveva guidare, quindi bevevo solo io.
Però. Mi allenerò. Si può sempre tentare e migliorare no?. La prossima volta li spacco tutti.

Ho scoperto che la mia bambina piccina, Eva, zoppica. Voglio portarla dal veterinario.
Se trovo il pezzo di merda infame che l'ha presa con la macchina giuro che l'ammazzo. L'ammazzo.

 
29 Ottobre 2009

Resoconto di un venerdì sera con i pipistrelli*

Non so perchè io tenda cosi tanto ad umiliarmi. Istinti autolesionisti molto probabilmente (ringrazio vivamente qualcuno per avermeli inculcati).

Resoconto di una serata all'estremo dell'indicibile.
L'occasione è il compleanno di Alessio, un mio collega di università. Inutile dire quanto questa occasione mi abbia schifata in quanto io con Alessio, ci avrò scambiato si e no due parole. Ed inoltre ho sempre pensato che se la facesse con Claudio, un altro collega, assai più insopportabile di Alessio.
Ma ho scoperto che hanno entrambi la ragazza e quindi i miei pensieri vanno momentaneamente in fumo ( credo sia solo una copertura).
Bene.
Fin qui tutto bene.
La cena procede alla grande e soprattutto non so perchè ma il mio bicchiere era sempre irrimediabilmente pieno di vino.
Cosi ci vuole poco. Due battute con la Mari e la More e lo spettacolo comincia.
Per prima cosa mi ritrovo davanti una coppietta felice e smielosa.
Io. Io che mi sono lasciata dopo 6 anni circa una settimana prima.
Nel momento in cui urlo, non mi sovviene per quale arcano motivo, la parola "PRESERVATIVO GIALLO", la coppietta felice mi guarda malissimo.
Anzi. Mi fulminano proprio. E già li. Solo odio che saliva (oltre all'alcol).
Mentre mi faccio abbondantemente i cazzi miei il ragazzo felice mi guarda e fa "Scusa ma te quindi sei di Signa?"
Io "Si perchè?"
"No perchè io son di Lastra".
Caro ragazzo. Hai scritto la tua morte. Tra Signa e Lastra a Signa c'è da sempre una rivalità ben nota. Un pò come Pisa- Livorno, Guelfi- Ghibellini. Insomma, avete capito.
"SEI UN LASTRIGIANO DIMMERDAAAA!". Lo stupore sul suo volto mi inebria alquanto. Ovviamente tutto il tavolo si gira verso di me. La parte amiciperbenisti di Alessio è sconvolta credo. la parte amiciallacazzara della Lau è esaltata. Cosi lui non sapendo che fare e credo anche un pò per farsi bello di fronte alla sposina.
"Ma cazzo vuoi!! a Signa siete più degradati"
"CHE HAI DETTO????MA CHE DICI VOI ALLA LASTRA SIETE SOLO LA NOSTRA BRUTTA COPIA E SPERIAMO VE LO BUTTINO GIU IL PONTE!LASTRIGIANO DIMMERDA"
"a Signa avete gli zingari"
"NOI ABBIAMO I RENAI CHE CE LI INVIDIAN TUTTI VOI CHE CAZZO AVETE????"
"I lastrigiani son più belli"
"I LASTRIGIANI ANDAVAN DI MODA A 13 ANNI E MI SA CHE SIETE RIMASTI ALL'EVOLUZIONE MENTALE DI QUELL'EPOCA, SIETE DEI PEDOFILI DIMMERDA!!!"
La cosa stava degenerando, e contando che io avevo bevuto e lui no, io ci andavo un  pò pesante. Cosi arriva il festeggiato a placare il tutto. Mentre alla mia parte di tavolata mancavano solo i fumogeni e le sciarpe che si poteva fare un bel derby.
Dopo la cena, che alla fin fine si è svolta in modo tranquillo, andiamo in sto posto, il Palace.
Disco pub completamente a scale. Io che avevo i tacchi sbarullavo ad ogni passo.
E non so perchè ma si vede che quella sera mi giravano parecchio le palle. Ho litigato col mondo.
Prima tappa, come ogni donna, bagno insieme alle amiche.
Immancabilmente si avvicina la ragazza a cui avevo chiesto dove era il bagno che mi vuole imbroccare.
Dico io. Ma tutte a me????Una non può neanche chiedere un'informazione, a una donna, che la becca subito lesbica. per carità niente contro le lesbiche, ma a volte, quando ti imbroccano, sanno essere anche più pallose degli uomini. Cosi me la squaglio, credo dopo averla offesa un pò, e cerco gli altri.
la serata è carina. Io invece ero di fuori come le palate.
In fila per pagare eravamo io la Mari la More Mattia e Stefano. gli altri ci aspettavano fuori.
Non so perchè ma faccio partire un coro terribile.
Inizio a urlare cantando "Mattiaaaaa Puttanaaaaaa L'hai fatto per la Granaaaaaa Mattiaaaaa Puttanaaaaa L'hai fatto per la Granaaaaa". la Mari e la More mi seguono a ruota.
E tutta la fila impara presto il coretto.
Mattia, dalla sua, faceva finta di niente unendosi a quelli che dicevano "Ma chi è Mattia?Boh ma chi è sto Mattia?". Alla fine io e quelle altre gli abbiamo sentiti cosi abbiamo iniziato a urlare "è lui è lui!!" Indicandolo. Cosi un ragazzo , credo un aspirante suicida, è andato da Mattia, rosso di vergogna e gli ha detto :"Ma allora sei tu Mattia!Sei tu la Puttana!!!!Spogliati Puttana!!" e Mattia allora "Levati dal cazzo, stai zitto sennò le pigli te lo dico." E noi a ridere come 3 idiote. Se ci ripenso mi vergogno.
Arriva il buttafuori che doveva passare in mezzo alla fila per uscire. Mi fa "Scusa mi fai passare?"
"NO!"
"Come no! devo lavorare fammi passare subito!"
"NO! LEVATI!DEVI FARE LA FILA ANCHE TE!"
Mi ha tirato uno spintone con uno sguardo che sapeva molto di "Poverina gli effetti dell'alcol" ed è uscito.
Fuori dal palace ci avviamo verso la macchina.
Una macchina si affianca a noi e ci fa "scusate sapete mica dove è via sjhshddg?"
Io "VAFFANCULO STRONZOOOO LEVATI DI QUI NON TORNARE MAI PIù A ROMPERCI LE PALLE FACCIA DI CULOOOO" e continuavo cosi anche se la macchina se l'era gia filata via. e Non c'era più in mezzo alla strada.
Cosi un vecchino si affaccia al balcone "Silenzio!"
Io: "PEZZO DI MERDAAAAAAAAA FOTTITI"
Mari :"Scusi...."
Era troppo. Mi hanno montata in macchina e ci siamo dirette verso casa della Mari. Guida lei perchè nè io nè la More siamo in grado di intendere e di volere. Io ero dietro. Cercavo diperatamente di strozzare la Mari e le giravo in continuazione il volante.
Io non capisco che cazzo mi era preso. Volevo forse morire? O.O
La More, rideva nel sedile accanto alla Mari.
Le macchine intorno a noi ridevano come dei pazzi. per fortuna nessuna famiglia ha rischiato la vita, ma solo altri ubriachi come noi.
A casa della Mari mi sono finita un barattolo INTERO di Nutella. Non so come ho fatto. e poi ho detto alla More "MOre cazzo!!!!!andiamo in piazza Beccariaaaa"
"Ma Lau, non siamo in grado.."
"GUIDO IO!"
"Ma te sei di fuori!"
"SISI GUIDO IO FIDATI!!!POSSO FARLO!!"
"No andiamo ma guido io"
!"Dai grandeeee tanto non ci beccanoooo se si vedono accostiamo e stiamo ferme immobili cosi non ci vedono!!"
O.O
"Lau mi ritirano la patente è la volta buona me lo sento mi ritirano la.."
"Zitta Moreeeeeeeee Porti merda"
Arrivate in piazza beccaria torniamo indietro senza nemmeno fermarci. Non so perchè ci siamo andate.
Andiamo a casa e dormo dalla More. Mi fa male tutto, gira tutto e non vomiterò.
Mando un sms a Stefano.
ma lo leggo solo la mattina dopo e mi maledico, per quello che gli ho scritto, cazzo
"Senti proprio vaffanculo, vaffanculo proprio."
Io, la mia mente, e tutte le filastrocche malsane che può partorire.

 
28 Ottobre 2009

Sei tu Maurice?*

Ho provato a capire stamattina, al culmine della mia seconda otturazione su Gustavo, il mio manichino nonchè uomo fedele, come mi sentivo.
Cioè mi son detta.
Ma se adesso qualcuno venisse qui, davanti a me, e mi chiedesse come mi sento,io che potrei rispondere?
Odio queste domande.
Le odio perchè sono quel tipo di domande a cui non vorresti mai rispondere ma che se non te le pongono poi ti incazzi.
Cosi ho provato, per educazione e un pò per impararmi la lezione a memoria, a rispondermi.
Però ho finito col chiedermi cosa sono io in questo momento.
Si perchè ho capito che è una continua evoluzione, un ciclo senza fine che di ciclico ha ben poco.
Ebbene.
Io sono come una di quelle mezze stagioni, quelle che tutte ormai sono mezze stagioni e quelle che non ci sono più le mezze stagioni.

Sono un Fa Diesis.
Un intermezzo musicale in un film d'amore anni '50, proiettato in uno squallido cinema di periferia.

Sono la strada sotto casa che percorri talmente tante volte che va a finire che la odi.
Ma guarda che bel parco laggiù, laggiù proprio dietro alle case popolari, non lo avevo mai notato.

Sono un morto che resuscita e poi muore e poi resuscita e poi muore di nuovo.
Perchè malato di una malattia incurabile e soprattutto genetica.

Sono stata la donna di James Dean, quella che chiamava la Sua Puttanella, quella che non era una donna, ma era un'auto. E poi l'ho ucciso.

Ho il volto di Edie Sedwick quando lo guarda Andy Warhol. Coloraro e quadruplicato.
Sono una Factory Girl.

Ho il suono della nona di Beethoven.
Suonato con le unghie sulla lavagna.

La mia zona erogena è il Rock anni '80.
Quello glam, truccato e finto spettinato.

Mi faccio l'amore da sola perchè con gli altri non lo so fare.
Sono talmente egoista che mi voglio per me.

Adesso non so se sono in vita, se la sto attraversando o se la sto superando.

Ho mangiato il sangue in pentola.
Solo perchè me lo hanno detto.

Ho provato a fare la pittrice.
Ma mi trema la mano.

E da grande. Voglio essere una canzone francese.
Di quelle che le canticchi sotto la doccia, ma anche al karaoke.
Di quelle tristi, non troppo acustiche.
A cui pensi quando pensi a una canzone.
Di quelle che ti fanno stare male.
Di quelle che non è facile ricordare.


Inutile dire che la mia otturazione è andata a puttane e che Gustavo molto probabilmente mi farà causa.
Un giorno io e te, Gustavo, su quel riunito ci faremo l'amore.
E questo vuol dire che non sarò mai una canzone francese.

 
27 Ottobre 2009

Planando sopra boschi di braccia tese*

Grazie davvero Mattia per questa giornata stupenda, Per tutti i tuoi tentativi di tenermi ancora su questa terra. Soprattutto perchè sei l'unico che mi sopporta in questo momento.
Nonostante questo, È inutile.




Mi sento davvero sola.

 
25 Ottobre 2009

io non ci credo*

Mi hanno detto che se ti metti precisamente in mezzo ai due binari, disteso, schiena dritta e pancia in dentro, il treno passa e tu sopravvivi.
Ora.
Ci vorrebbe qualcuno che sperimenti, visto che non è detto. Per questo hanno inventato i manichini.
Penso che però potrebbe essere.
Ci vuole la giusta angolazione. Ti devi mettere nella posizione giusta. Che può sembrar scomoda o pericolosa. Ma è quella giusta.
E allora il treno passa con tutte le sue lamiere, con tutto il fumo, piscio, merda. Con tutti quei rottami che potrebbero trafiggerti, farti male, ucciderti, travolgerti.
E invece non ci speri, ma riapri gli occhi e il cielo azzurro è ancora li sopra di te. Niente sembra cambiato.
Solo che il treno è passato.
E allora sto ferma nella mia posizione. Il problema è trovarla quella posizione.
Anche perchè non hai nessuno che ti dica quale sia sbagliata o giusta, spostati a destra o a sinistra.
Bene. Confortante.
E dire che mi sembra che tutte le persone intorno a me stiano per sposarsi o fare figli.
Ah le coincidenze.

"Conoscono una scuola laggiù in fondo al mar,
dove i piccoli pesci ci vanno a studiar.
Oh pesciolino non piangere più.
Oh pesciolino non piangere più."

Me l'hai cantata te.

Viva le Bombole di Ossigeno*

Che vuoi ancora?

Ti dà fastidio che io sia qui, vero?

Si mi dà fastidio. Odio quando sei perspicace. Lo odio perchè capisci sempre tutto.

Questo non è mica vero sai, io non capisco un sacco di cose.

Si, come no..Io nemmeno. Ad esempio non capisco che vuoi ancora. Non mi hai risposto.

E' frustrante sai..

Cosa?

Capire la maggior parte delle cose.

Ma non mi dire..Povera stella!

No è vero. Tante volte preferiresti non capire, lasciare tutto al caso, soprattutto nelle cose importanti. E' frustrante dirsi una cosa e avere costantemente ragione, quando invece vorresti avere una minima speranza che qualcosa non vada come tu hai previsto.

Questo penso succeda per le cose brutte..

Si stava vergognando di avergli detto che era perspicace.

Si certo. Ma anche per le cose belle..a volte un cambio di orario ti smuove la vita. Un treno perso, una bocciatura, un incontro che non sapevi. A volte ti cambia. Anche se perdi la cosa bella. Acquisti in te stesso.

Che vuoi ancora?

E abbassa gli occhi quando glielo chiede.

Io.. lo sai che voglio.

No non lo so. Anzi non voglio saperlo. Anzi stai zitto. Anzi vattene.

Fa come per andare alla porta, gliela vuole aprire, senza guardarlo negli occhi.Ma lui l'afferra per un braccio.

Io voglio te.

No tu non vuoi me, tu vuoi scoparmi e basta e io non sono la puttana di nessuno. Troppi anni mi hai presa e mi hai lasciata come fossi un cazzo di bambolotto senza senso. Sai perchè si danno i nomi alle bambole? Lo sai? Per dargli un minimo di umanità. Perchè si sa che sono solo bambole, ma per rendere più reale la cosa, le chiami per nome. Tu sussurri sempre il mio nome quando mi scopi. Io non voglio essere la bambola di nessuno.

Io sbaglio e lo faccio continuamente. Io non ti ho mai apprezzata, amata. Solo desiderata. Non conoscevo niente di te. E andava bene cosi. Ti ho sempre rifiutata come ragazza, come qualcosa da portare in alto, sul palmo della mia mano. Tu non sei mai stata qualcosa da accarezzare, o sfiorare. Ma tutto questo si riduce ad un unico verbo al passato.

Cioè?

Era.

No, è!è! Tu non sai che vuol dire amare. Tu non sai che si prova.

E' vero. Te l'ho detto che non so un sacco di cose. Però..

Ecco..adesso ho ragione io. Lasciami il braccio.

Attimo di debolezza. La lascia. Ma la riprende subito dopo. Prima che afferri la maniglia.

Però! Ti penso ogni mattina quando mi sveglio. Ho voglia di raccontarti come va a lavoro e non per farmi consolare, ma per raccontartelo e basta. Voglio passare il Natale con te e penso già al regalo che potrei farti.

Siamo a Marzo.

Si lo so. Per questo penso anche all'estate. Penso che vorrei vederti illuminata dalla luce del sole. E penso che sarebbe la più bella visione della mia vita. Vorrei avere un gatto, come quello che hai te. Vorrei chiamarlo come te. Penso che vorrei vederti pattinare e non farti mai cadere. Vorrei ballare tutta la notte insieme a te solo per abbracciarti. Vorrei dormire con te, ma solo dormire. Vorrei farti sentire quello che sento se tu respiri su di me. Vorrei invitarti a cena fuori, mettere il mio vestito buono e vorrei venirti a prendere con la macchina sotto casa. Vorrei che tu non ti vergognassi di me. Vorrei viaggiare con te, prendere lo zaino e andarmene.
Vorrei vederti nuda, osservarti e adorarti. Vorrei tutto questo e non so perchè tu non lo vuoi con me. Anzi lo so. Sono un mostro lo so. Un mostro innamorato pazzo di te. Un mostro che è morto e poi è rinato. L'anatroccolo che si trasforma in cigno. Il bruco che si trasforma in farfalla. L'arcobaleno dopo la tempesta. E' vero, hai ragione io non so che vuol dire amare una persona. Però vorrei tutto questo. E vorrei che mi insegnassi tu come si fa.

Lei in silenzio. non dice niente.


Adesso vai. ti prego.

Ma guarda nel vuoto.
Lui prende la porta e se ne va.
Lei chiude la porta dietro di sè e si accascia per terra. Si tiene la pancia con le mani e stringe forte. Fa male. Piange.
Dopo tutto questo tempo.
Fa male ancora.




Mentre uscivo da quella macchina e rientravo a casa, ti ho sentito urlare.

 
24 Ottobre 2009

Kiss the rain*

Quando l'ho vista ci ho messo un pò per realizzare. Perchè mi ha effettivamente destabilizzato.




Sei un angelo. Io ti amo. E tu?



Davanti al mio cancello. Mi viene da piangere perchè penso che non ho una risposta da dare. E se proprio fossi costretta a darla non sarebbe quella che lui vorrebbe.
Cosi rientro in casa e cerco di farmela passare.
Oggi poi sono stata in un parco. Era un parco bellissimo e non c'ero mai stata. Che strano.
Mi sono seduta da sola su una pachina che dava sul lago. Gli altri erano ancora intenti a mangiarsi il pesce grigliato che avevano pescato ed inoltre non mi ero fatta vedere.
Mi siedo e penso che è una giornata bellissima. Di quelle che piacciono a me. Quelle fredde col sole. Quelle che te lo godi proprio il sole. E poi in quel parco.
Mi accendo una sigaretta e mi metto il cappuccio.
Penso e credo che niente duri per sempre. Niente.
Questo lo penso quando vedo cadere una foglia arancione nell'acqua del lago.
Poco (molto) tempo fa non lo avrei detto.
Ma tutto si logora, si usura, si consuma, si rompe.
Qualsiasi cosa. Anche immateriale. Anche la vita. Anche l'amore.
E mi addormento. L'ultima cosa che ho pensato prima di chiudere gli occhi è stata che vorrei parlare di me.
Che vorrei parlare a qualcuno di me.
Di quello che sono, di quello che sono stata.
Col tempo si cosuma anche la voglia di sapere le persone, di conoscerle. Appunto di sapere.
Avrei talmente tante cose da dire. E non so perchè l'ho pensato.
Forse per staccare un pò il pensiero da stasera e da quello che sarà.
Anche quella scritta verrà cancellata.Perchè tutto si consuma.
E la pioggia la aiuterà in questo.
E quella scritta sull'asfalto mi ricorda noi.
E' noi.
Chissà se imparerai a ripiegarti le magliette.

 
22 Ottobre 2009

is life under the sun not just a dream?*

La vita sotto il sole non è forse solo un sogno? non è forse l'illusione di un mondo dietro un mondo ciò che vedo, sento e odoro?dov'è che inzia il tempo e dove finisce lo spazio?

Un tributo. A chi se lo merita.
April comes in June
.

yesterday*

Quando mi ritrovo sola ( e questo ultimamente succede molte volte) è impossibile non pensare che sono sola sul serio.
E non quella solitudine dovuta a un padre che torna troppo tardi da lavoro, al troppo studio che ti allontana dagli amici di sempre.
No. quella solitudine l'ho abbandonata da un pezzo e molto probabilmente non l'ho nemmeno mai avuta.
[E ne parlo come se fosse una malattia].
La mia solitudine è quella più viscerale, quella che ti entra come ti entra il freddo nelle ossa.Quella che respiri a pieni polmoni quando vai in bicicletta, perchè non puoi fare altrimenti,ti stanchi.
Quella di cui ho molta paura. La solitudine che non ho mai avuto. Perchè c'eri sempre tu.
Quando sono sola è inutile. Ti penso. Ricordo. Piango. Urlo. Distruggo camera.
Il mio telefonino era pieno di Noi e l'ho resettato. te ne rendi conto?
E io porto ancora un nickname che implicitamente sei tu.
E le mie password. Sono le nostre date. O il tuo nome.
E la mia camera è piena di scritte. Tue. Mie. Nostre. E foto. E disegni. E cartelloni. E biglietti dei concerti.

Ricordo quando ad esempio.
Litigavamo.
Lo facevamo di brutto a volte.
Ci urlavamo per ore nel viso.
E poi facevamo l'amore.
Era passione. Me la ricordo la passione.

Ricordo quando ad esempio.
Riempii tutta la tua camera di post it.
Con scritto Ti amo.
E abbiamo riso tutta la sera per cercarli e staccarli.
E poi abbiamo fatto l'amore.

Io ricordo tutto.
E non so per quanto tempo continuerò a farlo.
Qua la gente mi dice di vivere. pensare a me. fare l'egoista.
Forse non ho mai smesso di farla.

No questo non è vero. Io non esistevo più. C'eri tu e basta e questo per me solo contava.
Avrei rubato, ucciso, fucilato, per te.
Se solo tu me lo avessi chiesto.

Siamo cresciuti.
ma soprattutto sono cresciuta.
E come mi hanno suggerito.
Non si invecchia solo perchè passa il tempo.
Passa il tempo.
Il tempo passa.
E passa anche il nostro.
é come una lunga stagione.
Siamo stati la Primavera,
Siamo stati poi l'estate.
E' arrivato da un anno l'autunno.
E siamo appena entrati (usciti) in inverno.

A quanto pare passa tutto.
E io non credo più nell'amore.
Ci  credevo.
Sul serio, ci credevo.
ma a quanto pare passa anche questo.
A quanto pare avevo 15 anni.
A quanto pare non sono più quella che hai conosciuto.
o di cui ti sei innamorato.
A quanto pare.
Doveva andare cosi.

 
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